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e
nei momenti di... bassa, per non sentirti un... |
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Appunti, spunti, riflessioni tratti da: Die unendliche Geschichte di Michael Ende
“Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa…coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno…. Succede qualcosa molto difficile da spiegare… nel nostro paese..c’era un lago, ma, un bel giorno, il lago non c’era più. Via, sparito..là dove c’era il lago adesso non c’è più nulla…E come si presenta questo niente?..non si presenta affatto, o almeno non c’è parola per questo..quando si guarda in quel punto è come si fosse ciechi.. La Porta dello Specchio Magico…è sia aperta sia chiusa…si tratta di un enorme specchio, quando ci si sta davanti..non si vede il proprio aspetto esteriore, ma il proprio io interiore, come è in realtà. Chi vuole passare deve…entrare in se stesso. La Porta senza Chiave è semplicemente chiusa…è fatta di selenio fantastico…è una sostanza assolutamente indistruttibile….La porta si può aprire..come? Tanto più uno vuol passarvi, tanto più la porta si chiude. Ma se uno riesce a dimenticare ogni intenzione di passare e a non volere più nulla, allora la porta gli si apre davanti da sola, per incanto… Non avevano più speranza, e il non avere più speranza rende molto deboli. Il Nulla ha una terribile forza di attrazione e nessuno riesce ad opporgli resistenza per molto tempo. Chimere, visioni fantastiche, immagini di fantasia, invenzioni del regno della poesia, personaggi di una storia senza fine, una volta che passate attraverso il Nulla, diventate irriconoscibili. Allora siete in un mondo diverso, voi portate agli uomini accecamento e illusione. Diventate manie, idee fisse nella mente degli uomini; immagini di angoscia, là dove non c’è motivo d’angoscia; idee di disperazione, là dove non c’è motivo di disperarsi.. Per questo gli uomini odiano e temono Fantasia..vogliono distruggerlo. E non sanno che in tal modo non fanno che accrescere l flusso di menzogne..e avvelenano l’animo degli uomini… e nulla ha più potere sugli uomini che la menzogna. Perché gli uomini vivono di idee. E quelle si possono manovrare come si vuole. Questo potere è l’unico che conti veramente. …Non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu servo del potere, senza volontà e irriconoscibile. Chi lo sa a cosa potrai servire. Forse servirà il tuo aiuto per indurre gli uomini a comperare cose di cui non hanno bisogno, o ad odiare cose che non conoscono, o a credere cose che li rendono ubbidienti, o a dubitare di cose che li potrebbero salvare. Le strade di Fantasia le potrai trovare solo grazie ai tuoi desideri. E ogni volta puoi procedere soltanto da un desiderio al successivo. Quello che non desideri ti rimane inaccessibile…e non basta desiderare di andare via da un luogo. Devi desiderarne un altro. Devi lasciarti guidare dai tuoi desideri. E’ strano che non si possa semplicemente desiderare quello che si vuole. Ma..da dove vengono veramente i desideri? Fa’ ciò che vuoi, sembra così facile, vuol dire che posso fare tutto ciò che mi pare? No, vuol dire che devi fare quel che è la tua vera volontà. E nulla è più difficile. E cosa sarebbe la mia volontà? E’ il tuo profondo, quello che non conosci. E come posso arrivare a conoscerlo? Camminando nella strada dei desideri, dall’uno all’altro, e fino all’ultimo. L’ultimo ti condurrà alla tua vera volontà….Di tutte le strade questa è la più difficile…richiede la massima sincerità ed attenzione, perché non c’è altra strada su cui sia tanto facile perdersi definitivamente. I sogni dimenticati…sono depositati in sottilissimi strati uno sull’altro…tu hai dimenticato tutto all’infuori del tuo nome, l’unica cosa che ti può aiutare è ritrovare un sogno dimenticato…ma per questo dovrai dimenticare l’ultima cosa che ti rimane: te stesso. E questo richiede un duro e paziente lavoro. ..nella totale oscurità…raggomitolato su se stesso..scavava pazientemente alla ricerca di un sogno perduto…laggiù nella profondità della notte eterna, non poteva scegliere o prendere una decisione…una sera, un’immagine di colpo lo sconvolse…era un sentimento che veniva da lontano E la gioia lo colmò tutto…perché ora sapeva chi era e quale era il suo mondo. Era rinato. E la cosa più bella era che adesso voleva proprio essere così com’era. ..c’erano mille forme di gioia, ma in fondo tutte si racchiudevano in una sola:quella di poter amare. E gioia e amore erano la stessa cosa.. e anche quando..fu diventato adulto e infine vecchio, questa gioia profonda non lo abbandonò mai del tutto. Anche nei momenti più difficili della sua vita gli rimase sempre quella letizia nel cuore, che lo faceva sorridere e consolava gli altri.
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Possessione Di Atonia S. Byatt Ed. Einaudi Riflessioni sulla lettura Mi avventuro in questo campo, diverso da quello in cui sono solita muovermi, con lo stesso atteggiamento un po’ scettico (incredulo) e distaccato, ma, da neofita, ne rimango coinvolta. A volte mi chiedo che ne è delle letture fatte, dove vanno a finire le parole e i pensieri che esse evocano. Semplicemente dimenticate? O riposte in un meandro della psiche in attesa di un aggancio che le riporti in superficie? Non credo, credo invece che semplicemente noi non siamo più quelli di prima, ma ne veniamo un pochino modificati in qualche modo plasmati nel nostro modo di sentire, di essere e di comunicare. Troppo pretenzioso? Forse… La mia attuale posizione privilegiata mi consente di seguire l’incalzare dei pensieri e gli interessi che sorgono immediati, senza nessuna costrizione, sospinta da una grande voglia di cercare le radici. I temi a cui mi dedico, apparentemente sembrano slegati, ma invece, per me, ruotano intorno ad un unico attrattore, come in un gorgo senza fine che conduce alla scoperta del passato, per arrivare alla comprensione- accettazione e consapevolezza del presente, del mio essere in quanto donna. Voglio ritrovarne il significato, al di fuori del convenzionale e ancora dominante stereotipo (figura) imposto dalla religione cristiana della madonna vergine o della peccatrice, e al di sopra del ruolo attribuito alla donna nella società maschilista di cui quella attuale è il frutto. Non sono sospinta dal desiderio di rivalsa sul genere maschile, che invece rispetto e considero alla pari con quello femminile, ma al contrario vorrei ritrovare i giusti valori, convinta che potranno riportare equilibrio e una maggiore serenità nei rapporti tra uomo e donna, sia in ambito familiare che in quello sociale. Mi interessano, dunque, le figure femminili della mitologia. La città sommersa (dalla mitologia bretone) Il mondo femminile della città subacquea è l’opposto al mondo industriale, tecnologico dominato dal maschio di Parigi o Par-is, come dicono i bretoni. Is emergerà quando Parigi sarà sommersa a causa dei suoi peccati.
Le donne della città di Is sono
trasparenti: .. (Non ho mai trovato un modo più bello e così globale per la descrizione del fenomeno fisico della riflessione totale! Mi chiedo se non si possano utilizzare le letture dei classici per insegnare le scienze…ma via sciò non voglio più cadere nelle mie paranoie da prof. Resto affascinata da questo mondo fantastico, acquatico… devo cercare…) Melusina, un mito minore www.melusina.too.it .. vorrei trattare delle contrastanti e contradditorie metafore dell’attività di edificazione di castelli della fata Melusina. Essa è una specie di spirito della terra o dea locale dell’abbondanza (una specie di Cerere minore). Secondo Paracelso: Le Melusine sono figlie di re disperate per i propri peccati. Satana le condusse via e le trasformò in spettri diabolici, in orribili fantasmi e mostri terrificanti. Si ritiene che esse vivano senza anima razionale entro corpi fantastici, che si nutrano degli elementi puri, e che il giorno del Giudizio finale si dissolveranno in essi a meno che siano sposate da un uomo. In tal caso, in virtù di questa unione, possono morire di morte naturale, così come hanno vissuto una vita naturale, nel matrimonio. Si ritiene che tali spettri si aggirino numerosi nei deserti, nelle foreste, tra le rovine e le tombe, nelle cripte vuote e sulle rive del mare.. Melusina appartiene alla mitologia francese, fa parte delle Dames Blanches, esse mettono in guardia contro la morte. Melusina ha due diversi sembianti, è mostro soprannaturale ed è la donna più splendida, amorevole e abile. Tutto quel che faceva era ben fatto, i suoi palazzi solidamente costruiti, con le pietre disposte una sull’altra con precisione, i suoi campi ricolmi di sano frumento. Non era solo un essere crudele, bensì una sorta di dea dell’abbondanza. Della sua progenie è vero che tutti avevano qualcosa di mostruoso (Goffredo dal gran dente, altri che divennero re a Cipro e in Armenia avevano orecchi come manici di caraffa o occhi dispari). M. può essere vista come una creatura sfortunata, forte e fragile, sempre in preda al timore di ritornare nel regno dell’aere, al non-eterno, ma destinato dissolversi Aere. Ciò che rende davvero meraviglioso e unico il mito di Melusina, consiste nel fatto che esso è allo stesso tempo tanto violento e diverso e orribile e impregnato di demoniaco, quanto solido, come sono solide le fiabe terrene, le migliori tra esse, che descrivono la vita delle famiglie e i progetti delle società, la nascita dell’agricoltura e l’amore di ogni madre per i suoi figli. Paesaggi femminili, la fontana della sete. Scrittrici e pittrici sembrano aver creato paesaggi di significativa evasività, con piccoli rilievi e alture, macchie di arbusti e formazioni rocciose appena sporgenti che mascherano pendii, fenditure nascoste, non un’unica apertura, ma una moltitudine di buchi nascosti attraverso cui gorgogliano e si compenetrano acque vivificanti. .. la fontana della sete (fontaine de soif) sgorga dalle selvagge pendici di un colle, sotto grandi rocce, e in un bellissimo prato sul pendio di una valle, dopo l’alta foresta.
Secondo il romanzo del monaco
J.D’Arras, la madre di Melusina viene scoperta presso questa fontana mentre
canta con voce soave, “più melodiosamente di quanto sirena, fata o ninfa abbiano
mai cantato”. Esse sono indubbiamente percepite dall’occhio maschile come
tentatrici, complici dei poteri seduttivi della natura. Melusina che canta per se stessa sul bordo della fontana mistica, è una potente creatura di grande autorità che conosce il principio e la fine delle cose- oltre ad essere , come rilevato, una creatura completa capace di generare vita o significati per conto proprio, senza bisogno di aiuto esterno. In questo senso alcuni studiosi vedono il corpo mostruoso di M. come prodotto di fantasie femminili autoerotiche di riproduzione senza copulazione, un desiderio femminile poco espresso nella mitologia. “Lo troviamo per lo più nei miti dell’origine come espressione dl caos che precede e giustifica l’ordine cosmico.” La Fata Melusina ProemioE lei cos’era, la Fata Melusina? Dicono che, la sera, intorno al mastio L’aria scura arruffi i vanni dispiegati Di una lunga larva volante, la cui coda sinuosa e l’ali remiganti un varco s’aprono nel cielo lontano tra polvere di nubi e come fumo nero fuggendo, e di quando in quando un grido lacerante s’alza nel vento, grido di dolore e di perdita, e volteggiando nell’ululare del vento alla vista scompare.
Dicono che ai Signori di Lusingano Nel giorno ultimo fissato dal destino si presenti una Cosa, metà fosco serpente metà Regina luttuosa con la corona e un velo spesso. Allora essi si segnano e pace fanno con il benedetto Re dei Cieli e lei svanisce con un grido di dolore ché non sopporta, dicono, quel Nome, in eterno bandita da speranza divina. …………………………………………….. Ho trascritto il testo integrale con ocr, che fatica!!! Ma ne valeva la pena Richiedi- scarica il file: La Fata Melusina ……………………………………………..
…Un uomo è la storia dei suoi respiri e pensieri, azioni, atomi e ferite, amori, indifferenze e antipatie; nonché della sua razza e nazione, del suolo che ha nutrito lui e i suoi avi, di pietre e sabbia dei suoi luoghi familiari, battaglie spente da tempo e conflitti di coscienza, di sorrisi di fanciulle e lento discorrere di vecchie, degli accidenti e dell’agire graduale della legge inesorabile, di tutto questo e altro ancora, una singola fiamma che obbedisce in tutto alle leggi che regolano il Fuoco stesso, e tuttavia è accesa e smorzata da un istante all’altro, e non può più essere riaccesa per tutti i secoli a venire….
Ma non ho ancora detto nulla del romanzo (scritto da una donna!). La trama, se così si vuol chiamare è data dall’intreccio di più trame ambientate in tempi diversi, anzi dal ricorrere e dal ripetersi di situazioni autosomiglianti, che riproducono se stesse come in un frattale. Due critici letterari vengono in possesso di alcune lettere di un famoso poeta inglese dell’’800, (Randolph Henry Ash, non so se sia veramente esistito) e scoprono la sua storia d’amore, con una donna, per vari motivi, tra i quali il fatto che lui era sposato, era stata tenuta segreta. L’amante, poetessa a sua volta, scrisse un poema sul mito di Melusina, personaggio appartenente alla mitologia bretone. I due ricercatori, un uomo e una donna, vengono a loro volta coinvolti in una situazione analoga, e senza che se ne rendano conto, rivivono in chiave moderna la situazione su cui indagano. Non vengono descritti né i sentimenti né gli incontri, ma la mente del lettore viene guidata alla sua “percezione-intuizione” dai versi delle poesie.
Ci sono cose che non si possono dire con le parole.
La scrittrice ha l’abilità di dire senza raccontare nulla, mai apertamente, ma riesce ad evocare attraverso il sovrapporsi di tempi e luoghi diversi il ripetersi della forza dei sentimenti della mente. Sentire attraverso sensazioni del corpo, che è l’elemento più immediato per trasmettere e ricevere gli impulsi, (lo fa anche autonomamente), è quando viene coinvolto il cuore, appagante e profondo, ma ciò che conferisce l’unicità e la non ripetibilità, e allo stesso tempo ne riconosce il suo valore oggettivo e universale, è l’intimo contatto delle menti. Si fatica a tener distinte le storie, ma forse è proprio questo l’effetto voluto, il dire attraverso il non dire e il ripetersi dell’attesa. Il motivo della treccia di capelli è ricorrente in tutto il romanzo, le ciocche tagliate vengono conservate come a fissare un momento o a sottolineare una situazione affettiva chiave. |
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Appunti, spunti, riflessioni tratti da: Il Milionario Voleva diventare ricco, perché era nato povero e soffriva della propria povertà. Come di una malattia. L’uomo più importante è sempre quello che si fa attendere di più. Tutti credono che i milionari amino ciò che fanno perché guadagnano un sacco di soldi, ma la verità è che i milionari guadagnano un sacco di soldi perché amano ciò che fanno. Chi fa ciò che ama e ama ciò che fa è pari a un re. La vita, come la salute, è il bene più prezioso e il più sottovalutato. Ci si rende conto del suo valore solo al momento di perderla. Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo. Ma al tempo stesso persevera come se fossi eterno. Quando smetti di amare ciò che fai, l’anima si deprime e si avvilisce. Quando ammiri e apprezzi ciò che fai, l’anima si esalta e diventa un sole immenso che illumina la vita. Riempi d’amore il tuo cuore, vibra a un livello elevato e nobile, le circostanze si armonizzeranno con le vibrazioni. Se uno specchio magico mostrasse il ritratto segreto fatto da tutto ciò che i genitori, gli insegnanti, gli amici le esperienze hanno insegnato, potrebbe essere un trauma. Questo ritratto influenza tanto la propria vita. Ma è solo una brutta copia disegnata da altri, ognuno di noi è artista della propria vita e può ridisegnare questo ritratto segreto e farne un capolavoro. Il pensiero è un pennello che può aggiungere un tocco al ritratto di noi stessi, o al contrario lo può distruggere. Niente e nessuno potrà fermarci, solo noi stessi. Ogni uomo può essere il proprio miglior amico o il proprio peggior nemico. Passa una serata con te stesso, chiedi se credi in te stesso veramente. Se dovessi affidare il tuo destino ad un uomo e solo a lui, ti fideresti di te stesso? Prima di lanciarti in un progetto, accertati di crederci il 100%, altrimenti aspetta. Dedicati a perfezionare la fede in te stesso, a rimodellare il ritratto segreto della tua anima. Perché alla base di ogni fortuna c’è la fede di un uomo che ha creduto in se stesso, in un’idea, in un sogno. Ogni difficoltà che si incontra, permette di sviluppare un aspetto della propria personalità, di correggere un difetto. Eraclito disse: carattere uguale destino. La solidarietà, pensiero e azione non devono essere contrapposti. Spartire col prossimo le proprie ricchezze anziché accumulare sempre più per colmare il proprio vuoto interiore. Utilizza tutta la potenza che è in te anziché lasciarla dormire. Concentrarsi, credere, credere con intensità, forza, volontà. Applicare la regola d’oro: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Meglio, applica l’aspetto positivo: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.. Fallo con spirito do generosità, senza aspettarti qualcosa in ambio. Sii generoso non solo con i soldi, ma del tuo tempo, della tua amicizia, del tuo sostegno morale, poiché la più grande povertà del mondo non è quella materiale, è quella morale. Impara a vivere nel presente, basterà innalzare il livello di concentrazione. Tocca con l’indice la fronte in mezzo agli occhi. Se sei capace a concentrarti, riesci ad accumulare l’energia in te stesso per raggiungere la condizione di spirito magica. Chiudi x un po’ le porte del tuo essere, da esse ogni giorno esce l’energia da te. Chiudi la bocca, porta dalla quale escono ogni giorno le parole. L’uomo si fa più male per ciò che esce che per ciò che vi entra. Coltiva la virtù del silenzio, anche il silenzio interiore. Gioisci del successo altrui. Non lasciarti rodere dal cruccio, anziché lamentarti, cerca ogni giorno qualcosa per migliorare la tua condizione. E fallo, ma non fare di più. A ciascun giorno basta la sua pena. Chiudi anche la porta del tuo essere più difficile da chiudere. Da prova di continenza amorosa. Preserva la tua essenza intima: grazie ad essa e alla loro perseveranza gli alchimisti tramutavano il piombo in oro. Provaci anche se è difficile, metti alla prova la tua volontà. Ogni vittoria che ottieni, sia pure infinitesimale, non fa che rafforzare il tuo carattere. Nutriti di questa essenza segreta, il cuore metterà le ali. I tuoi desideri diverranno i draghi alati delle leggende. Un nuovo sole dissiperà la tua notte, finalmente vedrai la luce della tua vita. Niente più confusione, finalmente saprai cosa fare della tua esistenza e come farlo. |
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Non si vive senza sogni Ai bambini da sempre si narrano fiabe, nella loro mente e nei loro giochi essi le vivono, si allenano alla vita, come i tigrotti, giocando, ad azzannare prede. Imparano a riconoscere cosa è buono, e cosa cattivo, e il lieto fine, li rende sicuri: tutti vissero felici e contenti.. e anche io! Sognare, pensare che una fiaba si possa avverare, che un sogno si trasformi in realtà, fa parte di noi, è necessario come mangiare. Le fiabe a ben guardare sono anche crudeli: la felicità di una o due persone è a scapito di quella degli altri, e la vita non è forse cosi… Fiaba, metafora di vita, eterna lotta tra il bene e il male, e, proiettata nel nostro intimo, tra ciò che fa star bene e ciò che, invece, fa stare male. La consapevolezza intima che ritornerà la primavera, con i suoi prati fioriti, con l’azzurro e le rondini che tagliano il cielo, confortata da quotidiane certezze, come l’inevitabile sorgere e tramontar del sole. Le foglie gialle, girate dal vento, saranno un substrato per la vita che rinasce nuova. Teneri germogli, si fanno largo, spuntano, spinti da un prorompente vigore. Un divenire incessante afferma la vita, che, immensa fenice, risorge dalle sue stesse ceneri. Come non restarne affascinati! E quale spettacolo è migliore di un cielo stellato o dei monti che scintillano al sole! Che senso di pace! Aprirsi all’infinito meraviglioso fuori di noi e contemplarlo, spalancare porte e finestre per abbandonarsi a questa sensazione di bellezza e di pace, che supera tutti i “sagrin”. Certo, il brutto esiste, e non si può chiudere gli occhi e, semplicemente, dimenticarlo. Mi torna in mente il bellissimo romanzo “Il signore degli anelli”. Gli uomini della compagnia camminano in un paesaggio desolato, consapevoli della loro solitudine e che nulla devono aspettarsi, se non fatica, paura, fame. Non sono eroi invincibili, né possiedono doti straordinarie. Camminano sospinti dalla convinzione di compiere un’azione buona e necessaria, necessaria in quanto buona e giusta. Questa è la certezza che dà loro la forza di superare le prove. Frodo, il protagonista, da solo non ce l’avrebbe mai fatta, non ci sarebbe riuscito senza l’aiuto di tante persone, che vincendo l’impulso di impadronirsi dell’anello, sono rimaste al suo fianco a qualunque costo, spinti dalla convinzione che era il bene a dover trionfare sul male.
E’ bello
contare sugli amici, sapere che non sei da solo. Al tramonto, quando il
sole va a nascondersi e la solitudine ti prende, senti anche di più il
calore delle persone che ti sono vicine. Un cantuccio caldo in cui
raccontarsi, scaldarsi, lo scambio di attenzioni, di doni, un angolino
dove rifugiarsi quando si è stanchi, affaticati o anche delusi per
trovare conforto. Ma anche dove si prova la grande gioia di dare. Dove
(perché no?) passare momenti spensierati, accantonare le preoccupazioni,
re-imparare a giocare, rigenerare spirito e corpo, dare e provare
benessere. Insieme, mano nella mano, accompagnarsi per un tratto della
vita… Dentro di noi è la chiave, aprirla tocca a noi da soli, ne siamo gli unici responsabili. Solo allora, quando avremo imparato ad usarla, staremo in pace con noi stessi concedendoci finalmente il riposo.
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Vincere lo stress Appunti, spunti, riflessioni tratti da: E.Bonicelli A.M.Comari (Il sole 24 ore)
Stress indica lo sforzo che il nostro organismo compie per far fronte a nuove esigenze e per adattarsi ai cambiamenti. Uno sforzo fisico e psicologico necessario per adattarsi ai continui cambiamenti e alle crescenti richieste di una società competitiva, per far fronte a forti emozioni, o a scarsa stabilità nei rapporti. A basse dosi lo stress svolge una funzione positiva: tonifica, aumenta le forze e l’attenzione. Ma se il livello di stress rimane elevato per troppo tempo, si manifestano i sintomi negativi e il corpo può entrare in una fase di esaurimento. Ad alte dosi lo stress può causare ansie, fobie, attacchi di panico e anche depressione. Le reazioni allo stress variano a seconda del carattere di una persona, ad incidere sono le esperienze vissute, i caratteri ereditari, la salute, l’età, le relazioni sociali. Inoltre alcuni fattori come l’alcool, alcuni farmaci, la nicotina, possono favorire l’insorgenza dello stress. Chi è impegnato nel lavoro, nella carriera o anche chi cerca o cambia occupazione può sentirsi stressato maggiormente, e, se ansia e stress riescono a prendere il sopravvento, il lavoro perde la sua positività e diventa un peso che opprime. Perché restare in una situazione negativa? Perché rinunciare al proprio benessere? Il successo sul lavoro deve necessariamente sacrificare la propria felicità? Innanzitutto meglio imparare a riconoscere i sintomi di un malessere, inoltre cercare un modo per non cadere nei tranelli, o trovare il modo per uscirne, qualora si fosse già caduti. I fattori che possono scatenare stress possono essere raggruppati in 3 aree: - famiglia: nascite, morti, separazioni - lavoro: frustrazioni, trasferimenti, cambiamenti - salute: infortuni, malattie, gravidanze. Questi fattori possono essere sia positivi che negativi, essi cambiano le nostre abitudini e mettono in crisi le sicurezze quotidiane. Il nostro organismo si mobilita alla ricerca di nuove condizioni di equilibrio. Se la personalità non ha uno sviluppo armonico, se si è rimasti legati attorno ad un unico centro di interesse (lavoro, casa, un’altra persona..) e se questo viene a mancare, il cambiamento è talmente radicale che non si riesce a farvi fronte e la persona rimane annichilita. Disporre di una valida trama di rapporti con persone che hanno una visione positiva della vita, avere fiducia nelle proprie capacità, avere molti interessi, tutti questi elementi aiutano a tenere sotto controllo eventuali situazioni di stress, sfruttandone le potenzialità positive.
Gli animali, istintivamente, di fronte al pericolo o fuggono o lottano. Il loro istinto li porta ad affrontare lotte o competizioni solo se intravedono possibilità di vittoria. Il loro istinto di sopravvivenza, infatti, è maggiore dell’istinto di aggressività. Se necessario essi scelgono la via di fuga senza problemi. Aggredire il problema o evitarlo sono appunto due modi di reagire alle cause dello stress. Per le persone il modo di reagire è diverso, esso dipende da fattori interni, come il carattere e la suggestione.
Nel carattere di persone che soffrono spesso di stress possono esserci: - competitività - impazienza - senso di urgenza - inflessibilità - ambizione - bisogno di avere il controllo della situazione - aggressività - sicurezza fuori e insicurezza dentro.
L’autosuggestione, che si crea nel nostro modo di riflettere, presenta alcune frasi che ci ripetiamo spesso e che possono influenzare la nostra prospettiva, ad esempio: - potrebbe succedere qualcosa (persona apprensiva che pensa sempre al peggio) - non sarò mai capace (persona che si sottovaluta e tende ad ignorare la possibilità di ottenere buoni risultati. Si concentra sui fallimenti, e diventa stressata per la poca stima di se stesso) - non posso cambiare (è impossibile cambiare, migliorare, crescere?) - sono davvero stressato (diventa stressato a forza di sentirselo ripetere) - sono il solo che sa, qui (perfezionista, non capace di delegare nulla agli altri, diventa stressato per il carico di lavoro che si impone e per lo standard di qualità troppo alto che si è autoinflitto). A differenza dell’animale, l’uomo moderno deve affrontare fattori di stress che non sono solo fisici o ambientali, ma soprattutto psicologici. Si tratta di situazioni conflittuali sul lavoro o in famiglia, oppure la necessità di ricostruire i propri rapporti sociali in un ambiente giudicato ostile (ad es. per un trasferimento). Lo stress negativo abbrevia la vita e crea un clima spiacevole attorno a chi lo patisce: Tanto più alto è il numero di ormoni da stress (che predispongono il corpo alla lotta o alla fuga) che circolano nel nostro corpo, tanto maggiore è il pericolo di reagire in modo aggressivo o difensivo). Se invece in noi prevale lo stress positivo, saremo in grado di comportarci adeguatamente. Gli stressori psicologici negativi generano aggressività, ira, frustrazione, ci fanno sentire insicuri e inadeguati rispetto ad una situazione. Si può però affrontare i cambiamenti in modo equilibrato. Quando siamo costretti per una richiesta improvvisa a riformulare i programmi fissati, o quando riceviamo un rimprovero ingiusto, reagiamo in modo negativo predisponendoci alla lotta o alla fuga. La risposta diventa aggressiva, sopratono o sottotono, ci mostriamo contrariati, provocando nel nostro interlocutore un analogo atteggiamento aggressivo o difensivo. Un diverso atteggiamento eviterebbe di far sorgere in noi lo stress negativo e favorirebbe, nei nostri interlocutori, reazioni più positive. riflettendo sulle nostre reazioni, si nota che è possibile far valere le proprie opinioni e i propri stati d’animo senza collera o ostilità, e senza creare immediate reazioni negative negli interlocutori. Uscire dai propri schemi mentali non porta a nessuna perdita di identità, anzi può aprire nuovi orizzonti. Se affrontati con un atteggiamento positivo i conflitti appaiono più facilmente risolvibili.
Alcuni fattori positivi possono aiutare a superare situazioni stressanti:
- autogratificazione e fiducia: scegliere obiettivi realistici evita la situazione stressante di un eccessivo distacco tra realtà e quanto desiderato. Inoltre è importante avere anche attività alternative, poco stressanti, da cui si ricava cioè stress buono, per distogliere la mente dai soliti problemi. E’ importante crearsi spazi autogratificanti, momenti di piacere, di soddisfazione, di autorealizzazione e anche di gioco. Avere progetti futuri, e in caso non si riuscisse realizzarli come si vorrebbe, realizzarne qualcun altro. E’ importante sapere riconoscere le proprie vere aspirazioni ed orientarsi verso esse con grande impegno, tenendo presente che non tutto va sempre come si vorrebbe. Saper riconoscere le proprie qualità e i propri limiti aiuta a non pretendere da se stessi l’impossibile. Accettare i propri limiti non vuol dire perdere autostima, perciò non si devono sopravvalutare i piccoli insuccessi e gli inconvenienti quotidiani.
- non trascurare il corpo: dormire a sufficienza, eventualmente usare tecniche di rilassamento. Avere buoni rapporti sociali, amici per confidarsi e per confrontarsi.
- esprimere le emozioni: le situazioni stressanti determinano nel nostro organismo un accumulo di energie predisposte per rispondere in modo efficace alla situazione. Quando non si può reagire immediatamente ed utilizzare questa carica interiore, nel nostro organismo si accumulano energia negative, che se non eliminate, lo aggrediscono nei punti più deboli (stomaco, cuore, ecc.). E’ bene perciò scaricare queste energie sfogando la propria aggressività, anche solo con esercizi di tensione muscolare. Le emozioni (sia piacevoli che angosciose) consumano più dei pensieri, le emozioni piacevoli generano stress buono, le altre stress cattivo. La sicurezza interiore aumenta se riusciamo riconoscere e manifestare quello che sentiamo. Esprimere i sentimenti consente una maggiore empatia con gli altri e anche più comprensione.
- dialogo: un aiuto importante per affrontare una situazione stressante è il confronto con un giusto interlocutore. Il racconto delle difficoltà incontrate, la discussione delle possibili soluzioni, aiuta a ridurre la tensione e induce all’ottimismo per il futuro. Convivere con le frustrazioni Frustrazione significa delusione o disappunto per il mancato appagamento di un desiderio. Ostacoli esterni o interni impediscono l’appagamento delle tensioni personali verso obiettivi coinvolgenti. Le piccole o grandi delusioni che possiamo ogni giorno incontrare ci costringono a crescere, a cambiare progetti, ad orientarci verso nuove mete. A volte gli obiettivi fissati sono irraggiungibili, altre volte man mano che ci avviciniamo la meta sembra allontanarsi nel tempo ed è meno facile poterla conquistare.Altre volte la frustrazione nasce dall’interno dell’individuo. Si determina un conflitto tra il desiderio di affermarsi, aggredendo la realtà, e la tendenza ad adattarsi alla situazione per evitare le difficoltà.
Superati certi limiti la frustrazione determina uno stato di malessere fisico e mentale. Le energie predisposte per raggiungere l’obiettivo non possono essere impiegate e finiscono per scaricarsi sull’individuo mettendo in pericolo l’equilibrio interno. Il modo di reagire alle frustrazioni dipende dallo stato psicofisico dell’individuo, dall’ambiente, dai rapporti interpersonali esistenti, dalla cultura e dall’obiettivo che si stava perseguendo. La reazione può essere esagerata e irrazionale, ma anche positiva ed equilibrata. La reazione aggressiva può essere indirizzata verso la persona che l’ha causata ma anche autodistruttiva, verso se stesso, poiché si considera la causa del fallimento. Rispondere in modo equilibrato è un segno di maturità, ma anche una condizione per il proprio benessere fisico e psichico. I criteri suggeriti sono: - cercare strade alternative - imparare ad affrontare l’ostacolo esaminando esperienze analoghe, o ricorrendo all’aiuto di un amico o famigliare o un esperto - sostituire l’obiettivo irraggiungibile con uno più realistico, così si possono anche utilizzare le energie accumulate Saper gestire un buon livello di stress implica la capacità di tollerare e affrontare le inevitabili delusioni che si incontrano lungo la via. Se troppe frustrazioni e delusioni si sommano a ritmi eccessivi di lavoro si rischia il burn-out, cioè una persona è fusa, esaurita e non riesce più a raggiungere risultati apprezzabili. Per evitare questa situazione è opportuno impegnarsi seriamente nel lavoro e cercarvi gratificazioni, ma evitare che il lavoro sia l’unico scopo nella vita. Per mantenere un giusto equilibrio possono servire momenti di riflessione per chiarire gli obiettivi che si vogliono raggiungere, l’impegno e le energie che essi richiedono, e il coinvolgimento che comportano anche in termini affettivi. Si valuta poi se lo spazio che si è dato ai vari aspetti della vita è armonico. Se un solo aspetto appare dominante, se la vita procede su un unico binario si deve correre ai ripari: se insorgesse un ostacolo gli effetti possono essere disastrosi. Per quanto riguarda il lavoro un gruppo affiatato e motivato è di solito produttivo ed efficace. Anche migliorare la propria professionalità facilita lo svolgere delle varie incombenze. Infine la tenacia, ossia la disponibilità a perseguire i propri obiettivi, ricercando tutte le opportunità, vagliando le possibili soluzioni, risolvendo i problemi e assumendo responsabilità, da la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile e ci rende più tranquilli di fronte ad un eventuale fallimento. L’atteggiamento assertivo, cioè affermare con autorevolezza, le proprie ragioni pacatamente, con diplomazia e con fermezza aiuta gli interlocutori a porsi in un atteggiamento di benevolo ascolto. Non si può essere assertivi se non si ha fiducia in se stessi. La capacità di adattamento ci fa accettare di buon grado le nuove soluzioni proposta da altri quando se ne riconosce la validità. La rigidità mentale aumenta le occasioni di stress.
Le parole decisive da non dimenticare per ottenere buoni risultati sono:
- Amicizia: mantenere buoni rapporti con le altre persone è importante per la salute psichica. Avere amici con cui confrontarsi e di cui avere fiducia. La qualità dei rapporti sociali non dipende da come gli altri ci guardano, ma da come noi consideriamo gli altri. Solo amando è possibile essere amati, solo dimostrando fiducia si ottiene fiducia, solo manifestando disponibilità verso gli altri è possibile farsi ascoltare. Un atteggiamento mentale positivo e aperto nasce dal di dentro, dalla fiducia in se stessi, e dall’accettazione dei propri limiti. Dobbiamo cercare di sfruttare al meglio i nostri punti di forza e i potenziarli. Ma dobbiamo anche capire i punti deboli per non restarne bloccati, ma per farvi fronte e superarli. Capire noi stessi è la condizione per comunicare con gli altri.
- Creatività: interpretare il proprio ruolo sociale senza lasciarsi condizionare passivamente dalle circostanze, e cercare di ottenere sempre il meglio da ogni situazione. Ovunque si può trovare qualcosa di curioso, attraente, utile, per cui valga la pena di affrontare quell’esperienza. Non è solo importante il risultato finale, ma anche le tappe intermedie.
- Ideali: avere uno scopo nella vita è indispensabile per vivere in equilibrio. Se non si conosce la meta si disperdono le energie. La chiarezza dello scopo alimenta anche il coraggio. Periodicamente è bene fermarsi a riflettere se gli obiettivi verso cui ci si muove sono sufficientemente chiari e adeguati alle aspirazioni personali.. Il disorientamento che nasce dall’assenza di uno scopo può essere origine di una certa fragilità psicologica.
- Ottimismo: coltivare dentro di sé pensieri determina lo stato d’animo di una persona più che gli avvenimenti esterni (come di solito si pensa). Contrattempi, difficoltà, imprevisti sollecitano pensieri vari, è bene dare spazio alle idee positive e limitare quelle negative. Per interrompere le idee negative si impara a sostituirle con considerazioni più realistiche e favorevoli sulla realtà.
- Riflessione: la meditazione aiuta a sentirsi più in sintonia con se stessi e a superare i momenti di frustrazione e di delusione, che inevitabilmente si incontrano. Nella nostra società il tempo che si dedica alla meditazione, che unisce visioni interiori positive al rilassamento del corpo, viene considerato inutile, poiché sottratto all’attività pratica. La meditazione consiste nell’immergersi in se stessi per produrre nuove energie vitali, essa ricarica psicologicamente il soggetto e lo rende meno vulnerabile ai fattori stressanti.
- Riposo: fondamentale per rigenerare le energie fisiche, psichiche e intellettuali. Il sonno dà alla psiche la possibilità di staccare e di rigenerarsi.
- Ritmo: regolare scansione delle giornate, scelta degli impegni importanti e prioritari, tralasciando o delegando quelli secondari o inutili.
- Soluzioni: di fronte ad un problema conviene impegnarsi subito a trovare soluzioni, anche parziali. Inutile farsi bloccare dall’ira, dal pessimismo. I problemi stimolano la psiche a reagire, meglio cercare subito percorsi alternativi. Ogni volta che superiamo una difficoltà si rafforza la fiducia in noi stessi e cresce il benessere psichico. Ignorare e evitare i problemi vuol dire aggravarli. Considerarsi persone che non fuggono i problemi, ma li considerano occasioni per dimostrare le proprie capacità di trovare soluzioni e un modo per investire le proprie energie personali.
- Vacanze: servono ad una rigenerazione globale, per un arricchimento spirituale, cercando stimoli e sollecitazioni positive. Conoscere nuove persone, coltivare interessi contribuisce a mantenere un buon equilibrio personale.
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1.
APPREZZA CIO' CHE HAI
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Ascolto (credits.. non so più da dove viene :-(( )
Uno dei più comuni "punti dolenti" del rapporto di coppia è l'eterna
lamentela: "lui non mi ascolta veramente". Se chiedi in giro, capisci
subito che quasi tutti hanno la netta sensazione che il loro partner non
sia un buon ascoltatore. Ma vale anche in generale, non solo nel rapporto di coppia! Sapere ascoltare sottolinea il fatto che badi ai sentimenti dell'altra persona e tieni conto delle sue opinioni e la stimi. Quando qualcuno sente di essere ascoltato, ha l'impressione di essere tenuto in conto e non preso sottogamba. La persona che parla si sente incoraggiata ad aprirsi e a comunicare e questo rende più vicine le due parti della coppia. Inoltre incoraggia l'ascolto reciproco che crea una comunicazione intima e sincera. Non c'è alcun dubbio, è rilassante ed affascinante stare con qualcuno che ti ascolta, mentre francamente è davvero seccante stare con qualcuno che mentre tu parli pensa ad altro. Ma c'è anche un altro vantaggio, meno palese, ma che comunque è bene avere presente. L'ascolto efficace riduce la tua propensione a prendertela o irritarti per le piccole cose. Quando ascolti con attenzione e affetto il/la tu0/a partner, in genere eviti di saltare alle conclusioni o di reagire in modo abituale, che invece è proprio quello che succede quando presumi di sapere quello che il tuo interlocutore sta per dirti, o quando la tua mente si distrae, sia pure di poco.
Quando dedichi tempo e fatica ad ascoltare sentirai cose che nemmeno
potresti percepire se, mentre l'altro parla, tu stessi semplicemente
aspettando che arrivi il tuo turno per aprire bocca oppure ascoltassi
solo a metà. Inoltre diventerai molto più comprensivo e solidale, perché
presterai orecchio a tutte le frustrazioni che a volte la tua partner
deve sopportare. Vedrai l'innocenza della tua compagna e il tuo cuore
resterà aperto. Sul fronte opposto, potrai anche partecipare alle gioie
della tua compagna, perché sentirai nella sua voce l'entusiasmo e
l'eccitazione che ti sfuggirebbero senza un ottimo ascolto. L'unico modo per diventare un ottimo ascoltatore, è il solito vecchio metodo: fare molta pratica. Essere un ottimo ascoltatore, non significa solo che saresti in grado di ripetere esattamente quello che la tua compagna ti ha appena detto. Implica anche essere "presenti" anima e corpo all'argomento di cui si parla. Significa che cerchi di capire cosa ti viene detto (ossia ascolti imparzialmente fino a che il tuo interlocutore ha finito di parlare) prima di saltare ad afferrare il tuo turno di ribattere. La bella notizia è che tutti possiamo diventare ottimi ascoltatori, basta volerlo davvero. Tutto quello che devi fare è osservare quanto è forte la voglia di interloquire, interrompere o ribattere prima ancora che la persona con cui stai parlando abbia finito il suo discorso e prima che tu sia riuscito a capire cosa sta cercando di dirti. Probabilmente dovrai trattenerti molte volte prima di riuscire a controllare questa cattiva abitudine, ma man mano che passano i giorni ti diventerà sempre più facile. Se soffochi il problema sul nascere e riesci a prestare attenzione a quello che ti viene detto almeno quanto sei attento a quello che dici tu sei già sulla buona strada per raggiungere una grande felicità. Un rapporto reciprocamente rispettoso e appagante è basato sulla capacità di ascoltare alla perfezione. Che puoi volere di più??
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