Il municipio

Palazzo San Giorgio è il  palazzo che ospita il municipio, le stanze di rappresentanza hanno arredi d’epoca. Lo scalone d’onore, ornato da putti, allegoria delle stagioni, ci conduce alla sala da ballo (ora sala consigliare). Nello scalone é ambientata una copia del famoso gesso del Bistolfi.


La sala consigliare

 

Le  sale sono affrescate dal veronese Francesco Lorenzi con temi mitologici.
Nel soffitto del salone da ballo è rappresentato
Apollo con la cetra

In successione troviamo una luminosa galleria decorata con temi di ispirazione rinascimentale, ..


..il gabinetto del Sindaco con i ritratti dei marchesi Antonio Gozani e Sofia d’Oria di Ciriè

la sala Rossa riccamente decorata con trompe l’oil dai quali fanno capolino scimmie e pappagalli


la sala Rossa

   

e la sala di Napoleone

PALAZZO MUNICIPALE GOZANI DI SAN GIORGIO, via Mameli IO

 

L'elegante edificio riedificato in parte nel I77S su progetto del conte Filippo Nicolis de Robilant (Torino 1723-1783) per la famiglia Gozani di San Giorgio, venne ultimato nel 1778. Dal 1885 il palazzo è sede dell'Amministrazione Comunale. Presenta una facciata ripartita in tre ordini con finestre contornate da stucchi. Il portale, formato da colonne binate, è sormontato da un balcone con balaustra in pietra. Sulla facciata lapide del 1888 del torinese Santino Bianchi in ricordo dei caduti casalesi a Dogali. A destra dell'androne ci si immette nel porticato, chiuso da una cancellata in ferro battuto con lo stemma dei Gozani, ove sono stati collocati i busti che riproducono le effigi dei sindaci Oggero e Savio, la lapide commemorativa a G. Cabria, opere di L Bistolfì (Casale Monferrato 1859-La Loggia 1933) e il tondo in bronzo di Odoardo Tabacchi (Valganna 1831 -Milano 1909) dedicato a Carlo Bruna. Il vestibolo, a sinistra dell'atrio, da accesso al vano dello scalone con volta abbellita da stucchi. Quattro putti in marmo di G.B. Bernero ( 1736-1796), rappresentanti le quattro stagioni, decorano la balaustra anch'essa in marmo. Dal pianerottolo ci sì immette nell'ampio locale che fu il salone da ballo e che ora è la sala per le adunanze del Consiglio Comunale. Sulla volta, un affresco del pittore veronese Francesco Lorenzì (1723-1787),con riquadrature del Guidolini, raffigura Apo/lo con Pegaso e te Muse. Gli altri ambienti conservano affreschi e sovrapporre dipinti dal Lorenzi e alcuni camini e arredi dell'epoca disegnati da Lorenzo Marini (Torino, documentato dal 1769 al 1798). Sul cortile sì affaccia la vecchia ala cinquecentesca del palazzo, che conserva ancora un soffitto affrescato dal Guata (Casale Monferrato 1698-Milano 1757) raffigurante Bacco e Manna accatti in eie/o da Venere e Cupido, contornato dalle riquadrature del bolognese G.A. Bettini.

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