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Il principato di Lucedio Il principato di Lucedio, con l'Abbazia di S. Maria di Lucedio fu fatto costruire da Ranieri, Marchese del Monferrato, nel 1123 e vi chiamò i Cistercensi, in probabile sostituzione dei Benedettini provenienti dalla vicina abbazia di S.Genuario. Il toponimo è attestato già nel 904, pare inoltre che vi fosse già un insediamento romano. Oggi sono ancora visibili le chiese, il chiostro, i dormitori ed il refettorio. Anticamente aveva anche un mulino, ora scomparso. Il Principato di Lucedio si trova a metà strada tra la cascina Darola ed il Santuario di Madonna delle Vigne e con la sua Abbazia cistercense è un luogo veramente ricco di leggende. Si racconta delle sue nebbie, che sorgono solo intorno al principato, della sua torre, che va contro gli schemi architettonici dell'epoca per via della pianta ottagonale, e di un ipotetico tunnel che lo collegherebbe con alcuni luoghi vicini. Non meno gotiche sono le leggende sulla cripta della chiesa, con alcuni abati mummificati a guardia di qualche cosa di maligno. Per rendere l'idea di quanto sia inquietante la zona, uno storico inglese, che aveva visitato le terre di Lucedio all'inizio del XIII secolo, scrisse qualche cosa che suonava così: "La vista di un impiccato, appeso al ramo di un albero che si intravede tra le nebbie della palude, non guasterebbe di certo il paesaggio".
Come ultima nota storica vorrei ricordare alcuni particolari. L'abbazia, al culmine del suo splendore fu soppressa per ordine del Papa, con svariate accuse tra cui quella di satanismo. Non è l'unico caso simile che troviamo nella storia, sorte analoga è capitata all'Ordine dei Templari, per esempio. Le accuse erano varie, satanismo, eresia ed addirittura di pedofilia, ma la sostanza era sempre quella, ovvero, quando un'entità diveniva ricca e potente, la Chiesa inventava vari modi per sopprimerla, eliminando un concorrente e traendo profitto dalla confisca dei beni. Lucedio - I Sotterranei Oltre alla
misteriosa cripta nascosta sotto alla chiesa di S. Maria ed al Lino, un
fiume sotterraneo, si parla di un altro ambiente ipogeo. Pare siano
infatti le vecchie scuole elementari di Lucedio a nascondere, negli
scantinati, una porta che darebbe l'accesso ad un cunicolo. Le leggende Relativamente all'abbazia, al confine con la realtà, esistono parecchie leggende. Di conseguenza non poteva mancare quella relativa ad un passaggio sotterraneo che avrebbe condotto al di fuori delle mura. La leggenda più
inquietante racconta di una forza maligna, sprigionatasi nel vicino
cimitero di Darola, che si impossessò degli abati e dei monaci
dell'abbazia, convertendoli al suo culto. Questi, ormai fuori di senno,
approfittarono del loro potere per torturare ed uccidere la povera
gente. Si racconta anche di abusi ai danni delle povere novizie.
Ancora legata alla leggenda della scomunica dell'abbazia, vi è quella relativa alla colonna che piange. Esiste infatti, nella Sala Capitolare, dove venivano svolti processi e decise le torture, una colonna che, ancora oggi, versa lacrime per le orrende gesta vissute. La spiegazione è piuttosto semplice. Pare che essa, e solo lei, sia costituita da una pietra più porosa delle altre e che riesca a pescare l'acqua e l'umidità dal terreno, per rilasciarle in altre condizioni climatiche.
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