Le stelle

Le stelle non brillano tutte nello stesso modo, esse vengono pertanto suddivise in base alla loro lucentezza o magnitudine. La maggiore o minore luminosità di una stella dipende oltre che dall’effettiva dimensione, anche dalla distanza e dalla sua temperatura.

Le stelle sono, infatti, ad un’attenta osservazione, di colori diversi. Aldebaran, nella costellazione del Toro, e Arturo in Boote, sono di colorazione arancione, Antares e Betelgeuse sono rossastre. Sirio, la stella più luminosa dopo il Sole, è bianca, Rigel invece risplende con luce azzurrina. Il colore di una stella dipende dalla sua temperatura superficiale. Le stelle relativamente fredde appaiono rosse (con temperatura di circa 3000 Kelvin), le stelle gialle come il Sole hanno una temperatura di circa 6000 K, mentre le stelle bianche o biancoazzurre superano i 10000 K. A seconda della loro temperatura le stelle si suddividono in varie classi contraddistinte dalle lettere O,B,A,F,G,K,M, basate sulla struttura dello spettro luminoso. Inoltre le stelle non sono sempre uguali, ma si evolvono, crescono e anche muoiono. In base alla loro temperatura e luminosità vengono disposte su un diagramma, detto di Hertzsprung-Russel, in cui si evidenziano vari gruppi. Il maggior numero di stelle, come il Sole si dispone nella sequenza principale, numerose sono le stelle disposte sul ramo delle giganti, in numero minore le supergiganti. Piccolo il numero delle nane bianche e nane rosse che si possono osservare, poiché essendo deboli sono difficili da individuare, anche se in effetti le nane rosse costituiscono gran parte della popolazione stellare.

Arturo (o alfa Bootes) è una stella gigante, il suo diametro è 23 volte quello del Sole. Si tratta della stella gigante rossa più vicina a noi, a solo 35 anni luce. E’ la stella più luminosa dell’emisfero boreale, la sua luminosità è 100 volte quella del Sole e la sua temperatura superficiale è di 4200° K. Pare che la massa di Arturo invece, sia leggermente inferiore a quella del Sole. E’ una stella molto vecchia, di circa 10 miliardi di anni. La migliore visibilità di questa stella si ha in primavera. Il suo nome significa “Cacciatore che colpisce l’Orsa”

Le stelle di solito non sono abitanti solitari dello spazio, ma formano dei sistemi multipli, o doppi. Ciascuna delle componenti di una stella doppia ruota intorno ad un centro comune di gravità, lungo un’orbita ellittica diversa. Vi sono stelle doppie visuali, le cui componenti sono risolubili con un telescopio. Ci può essere una componente più luminosa e una più debole, e anche il colore può essere diverso.  

Le stelle la cui luminosità varia a intervalli regolari o irregolari, sono dette variabili. La variabilità può avere cause geometriche (nel caso in cui si eclissano a vicenda) o fisiche (variazioni di diametro o di temperatura della stella).

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La nebulosa del Granchio è ciò che rimane della supernova esplosa nel 1075, essa emette particelle energetiche, per cui si ritiene che abbia una sorgente che le accelera, una stella di neutroni che ruota con periodo di 34 centesimi di secondo che si trova quasi al centro della nebulosa.

La supernova, nonostante il nome, non è una stella che nasce, ma al contrario, rappresenta l’esplosione, e dunque la morte di una stella

Anche le stelle hanno una vita, esse si formano da addensamenti di materia interstellare, specie di nubi in cui si formano condensazioni di materia un po’ più dense del mezzo circostante. Esse attraggono per gravità altra materia, la piccola condensazione cresce e più cresce più aumenta la sua forza, altra materia le cade addosso e in 10 o 100 mila anni raggiunge una massa stellare. Man mano la densità aumenta e anche il calore prodotto dalla compressione, finché la temperatura diventa abbastanza alta da permettere che l’idrogeno si trasformi in elio. Durante questa trasformazione c’è un rilascio di energia, secondo la nota equazione di Einstein. Inizia così la fase più lunga della vita della stella. Essa è infatti in una condizione di equilibrio per cui si bilanciano la forza di gravitazione, che tende a schiacciarla, e la pressione del gas, data dall’energia cinetica delle particelle, che tende ad espanderla. La stella continua a consumare l’idrogeno contenuto al suo interno e a produrre energia e a irradiarla nello spazio in modo costante. Durante queste reazioni si producono anche dei neutrini che vengono scagliati nello spazio. Dalla superficie della stella esce, sotto forma di fotoni, l’energia prodotta.

Le stelle invecchiano, e, quando tutto l’idrogeno dal nucleo centrale si è trasformato in elio, si avviano a morire. La "longevità delle stelle dipende dalla loro massa. Tanto è maggiore la massa, tanto più luminosa è una stella. Ci sono stelle piccole un centesimo del Sole e sono un milione di volte meno luminose di esso, e stelle 100 volte il Sole, un milione di volte più luminose . Le stelle di piccola massa hanno un combustibile 100 volte inferiore a quello del Sole, ma lo consumano un milione di volte più lentamente. Perciò queste stelline, nane rosse, avranno carburante per un tempo 10 mila volte più lungo di quello del Sole. Il Sole ha 5 miliardi di anni, e continuerà a risplendere per altri 5. Una nana rossa è Proxima Centauri, che è la stella più vicina a noi ed è 10 mila volte meno splendente del Sole. Alfa Centauri può essere considerata una gemella del Sole. Stelle di grande massa come Rigel, 75 mila volte più luminosa del Sole, ha combustibile 20 volte il Sole, ma lo brucia in 3 milioni di anni. Spica, 10 mila volte più splendente del Sole, ha combustibile 12 volte il Sole e lo consuma in 12 milioni di anni Le stelle di grande massa, stelle azzurre, hanno una temperatura alta: 20.000-30.000 gradi, sono immerse in nubi interstellari, esse non vivono abbastanza per lasciare la loro culla. Le stelle antiche non si trovano nelle nubi.

da: L’Universo alle soglie del 2000 Margherita Hack

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